UFRaw-Saturazione
Saturazione dei colori
Perchè saturare i colori adesso, prima di passare il file al software per il fotoritocco vero e proprio? Come detto precedentemente: per sfruttare la capacità di UFRaw di lavorare sull'intera gamma dinamica disponibile dal RAW, soprattutto nel caso si utilizza una macchina una gamma dinamica estesa come una Canon semi-pro (una 40D in questo caso). E' importante anche capire che in questa fase non è necessario effettuare la scelta finale sulla saturazione, come nella scelta dell'esposizione non è essenziale arrivare alla completa definizione dei parametri della luce. Ciò che bisogna fare, adesso in UFRaw, è massimizzare la resa il più possibile orientando l'immagine verso la forma desiderata. In poche parole: se l'obbiettivo è quello di ottenere una foto con i fiori bianchissimi e d'un giallo smagliante, provvederemo a fornire una certa saturazione ai giusti colori, senza per questo dare il taglio finale all'opera, che verrà invece conclusa definitivamente in postproduzione, ovvero in quella fase dove vengono eseguite anche operazione "distruttive" sulla qualità dell'immagine, quindi è necessario arrivarci con un'immagine completamente integra. Parola d'ordine: non strafare.
Vediamo ora come è possibile utilizzare la curva di saturazione al fine di preparare l'immagine al trattamento finale. Bianchi e gialli, abbiamo detto, devono essere ben visibili, e sono entrambi colori molto chiari, mentre agli altri colori di sfondo, perlopiù scuri, va attenuato l'impatto visivo desaturando.
Una curva pressapoco così:
Il cui risultato è il seguente:

Bene. Ora l'immagine è orientata verso la sua forma finale: i bianchi sono molto contrastati, i gialli si legano bene con le loro sfumature senza creare aloni irreali dovuti ad un'eccessiva saturazione, e i colori sullo sfondo hanno perso di efficacia. Ora confrontiamo quest'immagine con quella iniziale:

Entrambe sono sottoesposte. Ma mentre quella iniziale lo è nel suo complesso in maniera omogenea, la nostra variazione di parametri per l'interpretazione dell'esposizione ha posto un'enfasi su determinate caratteristiche della luce (luminosità, contrasto e saturazione) modificandone radicalmente l'impatto. Tutto questo senza intaccare la fedeltà del RAW perché, come già detto, lavorando direttamente sul RAW si estrapolano tutti i dati originali che, parametrizzati, possono essere con facilità alterati senza dover necessariamente perdere l'informazione sulla variazione di intensità e tono della luce a mantenendo quindi l'intera gamma dinamica intatta.
Un'occhiata all'istogramma finale riesce a dare un'idea più precisa del guadagno ottenuto:

E questo era l'istogramma precedente:

Ora l'istogramma è quasi al livello ottimale: a destra c'è ancora spazio per la luce, ma questo significa che c'è ancora parecchio margine per lavorare sui bianchi chiarissimi, ma non bruciati. L'immagine è pronta per GIMP. Potremmo saturare ulteriormente i colori, passando da 1,40 a 3,00 utilizzando la slide Saturation, e riusciremmo ad ottenere un'immagine simile alla seguente, ampliando ulteriormente l'utilizzo dello spazio sull'istogramma:

I colori in eccesso li si potranno gestire più selettivamente nel software di post-produzione. Ora l'immagine è pronta per essere trattata definitivamente.
Senza entrare nel merito dell'utilizzo di GIMP postproduzione, trattato altrove, dopo un lavoro su curve e livelli all'interno di gimp, e una scelta selettiva dei livelli di saturazione a seconda del tipo di colore presente nell'area, e un ultimo colpo di maschera di contrasto, il risultato sarà il seguente:

Naturalmente questo è solo un esempio di come sia possibile re-interpretare un RAW la cui estrapolazione automaticamente non dava risultati soddisfacenti. Le combinazioni sono infinite, grazie alla numerosa dote di strumenti e parametri messi a disposizione da UFRaw. E, sapendolo utilizzare, si riesce a preservare la qualità dell'immagine anche a fronte di ritocchi drastici sulle qualità dell'illuminazione.